
Lo so non posso fare a meno di introdurre nei miei post allusioni sessuali…. Sono fatta così e così pare sia fatto anche lo scultore Lois Anvidalfarei, autore della statua Caino e Abele adagiata nel cuore di Ortisei (BZ). Di Caino e Abele notiamo più che altro i genitali (cavoli eccome se li notiamo!) tanto che a detta di tanti l’artista si sarebbe più che altro concentrato su quelli, trascurando tutto il resto. Inutile dire che le polemiche stanno piovendo a fiotti e che il parroco di Ortisei se ne disferebbe volentieri. Giurerei che c’è chi li vorrebbe castrare e non mi stupirei che ci pensasse qualche giustiziere della notte come (ricordate) qualche anno fa fece un milanese con scarso senso artistico decapitando i tanto discussi bambini impiccati in P.zza XXIV maggio (Milano), opera di Cattelan. Se operassero il taglio, bhé consiglio di regalare il “bastone” alla fidanzata, moglie, sorella… se non come sex-toy almeno come reperto artistico… Torniamo alla polemica. Pare quindi che l’opera anziché rimanere esposta fino al 12 ottobre come previsto, verrà tolta una settimana prima per non turbare la quiete dei fedeli partecipanti alla processione del 5. Sorte peggiore toccò alla rana corcifissa (vedi foto) da Martin Kippenberg ed esposta nell’atrio del Museion di Bolzano che fece rabbrividire i vertici ecclesiastici, tanto da mettere in dubbio le vacanze del Papa a Bressanone, che ora giace a scontare i suoi peccati in una stanzetta ma che avrebbero volentieri disintegrato. Insomma ancora oggi la Chiesa ha potere di intervenire in questioni che hanno ben poco a che fare con il suo campo d’azione. Capisco le mutandine alle nudità di Michelangelo, primo perché era il 1564 e non il 2008, secondo perché era la Cappella Sistina e ognuno a casa sua fa quello che vuole. Ma qui mi spiegate che ragione c’era di censurare rane crocifisse e patriarchi ben dotati? Boh…. misteri della fede!!!
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Si è aperta ieri l’iniziativa promossa dalla Fondazione Corriere della Sera (http://fondazionecorriere.corriere.it): l’ Aperitivo con gli autori.
A mio avviso è un’iniziativa (diretta e ideata da Elisabetta Sgarbi) degna di prestigio e che fa onore alla città meneghina. Gli incontri si tengono di sabato e domenica alle 12 presso la Sala Buzzati in via Balzan 3, angolo di via San Marco 21. L’ingresso è gratuito ma con prenotazione obbligatoria (02 29532248).
Buona l’idea di associare il tradizionale aperitivo ad un evento di grande spessore culturale. Ottima anche la scelta del week-end.
Per maggiori dettagli date un’occhiata al resto del post.
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Ma agli uomini piacciono le donne coperte o nude e possibilmente sotto le coperte?
Stando al numero di Vogue di maggio con Eva Mendes desnuda nel servizio del grande Steven Meisel, direi proprio di no ma si sa che Vogue lo comprano le donne e che come la Mendes vorremmo essere tutte. Vi consiglio di cercare su Google le foto, stupende e molto bollenti; vorrei farlo io ma temo per il copyright… Ho provato a contattare la Condé Nast ma per avere anche solo una di queste foto è già tanto che non ti impongono un’udienza dal Presidente della Repubblica! Ciò che, infatti, gira nel web è all’80% un illecito. Eva, Eva…. che successone!
Forse però è vero quello che sostiene Domenico De Masi in Style (mensile del Corriere) di questo mese (e qui entriamo più nel contesto maschile) cioè che spoglairsi significa per tutti liberazione e seduzione e soprattutto per la donna, il cui corpo da secoli nell’arte rappresenta la sensualità. Ai tempi erano le cellulitiche bagnanti di Renoir e le tre grazie di Rubens, oggi una prorompente Eva Mendes. Ed è infatti in una delle fotografie del servizio sopracitato che la signora è colta nell’atto di allacciarsi (o slacciarsi?) la guepierre.
Il vestito diventa quindi un accessorio, qualcosa da togliere in fretta per godere del contatto con il corpo desiderato. Ed è perciò che deve essere un bel contenitore che sia meglio castigato o ridotto al minimo necessario per non essere scambiate per prostitute, questo non saprei. Personalmente noto che più carne offri al loro sguardo, maggiori sono le possibilità di fare breccia nel loro cuore o meglio nei loro pantaloni (ma da qualche parte dobbiamo pur iniziare no?). Che siano gli spiriti sopraffini, gli animi nobili, le menti colte a preferire colli alti e gonne fino ai piedi? Anche qui, ci sarebbe da scrivere un intero saggio perché è ovvio che ci siano gonne lunghe e gonne lunghe, così come camicette accollate e camicette accollate…. non facciamo di tutta un’erba un fascio….!
A proposito di saggi consiglio (prendendo spunto dall’articolo di Style) il caro e vecchio Montaigne con i suoi intramontabili Essais (Saggi), uno di questi, appunto, dedicato all’”uso di vestirsi”.

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