Oasi Del Piacere
Per chi vuole imparare a piacersi e a piacere. Per chi vuole amare ed essere amato con passione.
16
Apr

Giove sull’Olimpo

Posted in Racconti erotici, Sesso e amore  by Pamela

Uomini che ci lasciano il vuoto dentro.

Uomini che ci usano perché noi ci facciamo usare. Non ne possiamo fare a meno.

Lui si sente un Dio, un sultano e noi siamo le sue concubine.

Non facciamo niente perché la situazione cambi, ci proviamo ma è inutile. Ci ricaschiamo sempre… sempre.

Non lo amiamo o forse sì ma non lo ammetteremo mai a noi stesse.

-Lasciamo che le cose vadano così… che il fiume scorra sempre nella stessa direzione - cioè nei suoi pantaloni -, senza fare niente per portare un po’ di acqua al nostro mulino.
Lui ci scopa - quando siamo fortunate -, si pavoneggia, ci saluta e se ne va.
E noi?

Vuoto e desolazione.

Luglio. . Fa caldo, stasera fa caldo… Afa… Ho lasciato le finestre aperte, spalancate.
Mi sdraio sul letto e penso… Che serata di merda! Con lui, è sempre così e la cosa che mi fa più incazzare è che lo so, so sempre come andrà a finire. Ma ci ricasco comunque…
Mi chiama, mi angoscia di telefonate, di messaggi, di e-mail, fino a stremarmi. Arrivo al punto in cui non ce la faccio più, davvero…
Poi penso a tutte le volte che ci siamo visti, al vuoto che mi ha sempre lasciato il dopo. Mi dico, però, che questa volta andrà diversamente perché forse ha capito.
Ma poi si ripete tutto, come da copione, se non peggio, per il fatto di essermi illusa ancora una volta. E’ un uomo di merda e si crede un Dio, un guru del . Mi devo ritenere fortunata perché almeno una mezzora (no, ma che dico a volte anche un’ora!) del suo tempo, lui, la dedica a me, comune mortale!
“Sarei stato un gran re…” Il sovrano e la sua concubina in ginocchio davanti a lei, Sua maestà.
Ingoiare il suo nettare divino… quello sì, che è un privilegio raro, che lui riserva a poche (?) elette! Come se bastasse questo volo pindarico di cinque minuti scarsi a farmi salire sul monte dell’Olimpo o a farmi provare l’estasi suprema! Qualcuno deve avergli detto che la donna, il clitoride lo tiene segretamente custodito sotto la lingua.
E dopo: tutto qui, stop… finito…
Il monarca si accascia soddisfatto, guarda la bella e prorompente femmina ancora inginocchiata e borbotta: “Fantastico!”
Fantastico? Se lo dice Sua maestà….
Quindi? Il sovrano ripone il suo scettro nella real custodia, sempre e rigorosamente Calvin Klein, allunga la mano verso il telecomando: “Vediamo che cosa c’è di bello in TV”
In TV?
Ma perché a me non interessa niente della televisione e sinceramente più che fantastico mi è sembrata la solita grande merda!
“Se non ti piaceva potevi anche mordere, se non hai morso vuol dire che ti è piaciuto”
Mente astuta! Allora sì, che avremmo una popolazione di castrati. Morderlo? Però… in quel caso, forse, avrei interrotto il mio regime rigorosamente vegetariano per degustare la carne di un perfetto esemplare di stallone italiano.
Stallone… cavallo da monta. Forse dovrei essere io a spiegargli cosa significa montare! In passato è successo, ma il povero stallone si è confuso… per un attimo ha pensato di trovarsi in un ippodromo. Corri… dai… devi arrivare primo! Sì primo, e con uno scarto abbondante!
Se avessi puntato sul vincente avrei vinto… Del resto, la bella cavallina da riproduzione, dal lucente pelo e dagli occhioni profondi, non è degna neanche di un piazzamento. Lei è là in fondo e la corsa è già finita da un pezzo… arriverà al traguardo, sì ma da sola.
I pensieri si accavallano: Giove, l’Olimpo, l’estasi suprema, il re, le sue concubine, lo scettro, fantastico (?)… Fantastico….
Chiudo gli occhi… ho sonno… è tardi… Buonanotte e sogni “reali”!
La finestra sbatte… è il vento. Il lenzuolo si solleva… Sento dei brividi strani, come se una mano mi sfiorasse le labbra. Poi sento qualcosa di caldo, umido… forse una lingua… sì una lingua che sta
disegnando la linea del mio … sul collo, mi piace, mi eccita. Mi sento bagnata… Non riesco a stare ferma… allargo le cosce mentre la mano mi accarezza i capezzoli.
La lingua scende e io sono sempre più calda, ansimo, il respiro si fa affannoso. Non trattengo i gemiti che si fanno urla quando la lingua mi entra sempre più in profondità… entra… e poi esce…
Non riesco ad aprire gli occhi oppure li ho aperti ma non vedo nessuno. Non vedo ma sento… sento le sue mani afferrarmi i glutei con determinazione ma allo stesso tempo con dolcezza; sento tanti brividi, mio Dio quanti brividi… e allora inarco la schiena perché voglio sentirla ancora di più… voglio inghiottire quella lingua e mandare a fare in culo tutti gli scettri di questo mondo!
Sono in alto… sempre più in alto… ora sto scendendo lentamente come una piuma fino a posarmi lentamente sul letto per poi sussurrare soavemente: “Fantastico!”
Fantastico? Sì, fantastico!
Il vento fa sbattere la finestra, ma non me ne spavento, mi rigiro nel letto e continuo a dormire.

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