Ho la cellulite!
“Ho la cellulite!”
Quante di voi, donne, hanno pronunciato con rammarico e rassegnazione, almeno una volta nella vita, questa frase? E quante volte voi uomini avete ascoltato pazientemente le vostre compagne, madri, amiche lamentarsi di quella fastidiosa, invadente “pelle a buccia d’arancia”?
Quale donna non è vittima? Forse le modelle che campeggiano trionfanti sui rotocalchi alla moda, invidiate, ambite, bramate… Ritoccate le fotografie o ritoccate le loro forme, poco importa… Cosce statuarie, fianchi perfetti, glutei sodi rappresentano un modello per tante donne, un modello da imitare ad ogni costo e il costo, si sa, può raggiungere cifre molto elevate tra creme, fanghi, massaggi e rimedi di ogni tipo.
La pubblicità la fa da padrona. La moda detta le regole, le donne si adeguano e i marchi di prodotti anticellulite si arricchiscono sempre più e non solo alla vigilia della stagione estiva, momento della fatidica “prova costume”… La donna oggi vuole essere perfetta 365 giorni all’anno esibendo forme impeccabili non solo in spiaggia ma anche in palestra con le amiche, nei camerini dei negozi e persino nell’intimità della propria casa, sia essa single oppure felicemente accompagnata.
Ma è sempre stato così? Da quando la cellulite è diventata un’ossessione?
Per secoli le donne “in carne”, per intenderci quelle con un po’ di ciccia sui fianchi, sulle cosce e sul sedere e anche un po’ “cellulitiche” sono state simbolo di buona salute, prosperità, fertilità ed estrema sensualità. Basti pensare alle celebri Tre Grazie (1638) di Pieter Paul Rubens o in epoca più recente, alle Bagnanti (1919) di Pierre Auguste Renoir, entrambi rappresentanti in pieno gli ideali estetici a loro contemporanei.
L’atteggiamento mentale nei confronti della “pelle a buccia d’arancia” cambia negli anni ’60 con la moda che vuole la donna magra, filiforme, androgina, molto simile all’uomo (che si sa di cellulite non ne ha…) sia nell’aspetto che nella vita. E’ in questi anni, infatti, che la donna inizia a essere non più solo madre e massaia ma soprattutto lavoratrice e donna in carriera.
Inizia l’epoca delle minigonne, dei miniabiti e così la cellulite diventa un fenomeno da combattere e più il mercato si impegna a sfornare prodotti ad hoc, più il fenomeno diventa evidente e comune alla maggioranza della popolazione femminile. La vita delle donne, infatti, diventa frenetica; destreggiarsi fra casa, lavoro, figli, marito, abiti eleganti e tacchi alti comporta un grosso carico di stress e lo stress (per non parlare dei tacchi alti!) aiuta l’insorgere della cellulite.
E’ un circolo vizioso dove il mercato, il business la fa da padrone.
C’è da domandarsi se in futuro torneranno in voga le donne prosperose di un tempo così rassicuranti nelle loro forme tanto più imperfette quanto reali. In cuor nostro, lo speriamo tutti…
