Oasi Del Piacere
Per chi vuole imparare a piacersi e a piacere. Per chi vuole amare ed essere amato con passione.

Posts Tagged ‘moda’

7
Ott

Il piacere di un bel piatto di pasta.

Posted in Gossip, Moda  by Pamela

Finalmente care amiche e cari amici torna di la donna formosa, con le curve al posto giusto. Una settiamana fa le modelle decisamente troppo magre perdevano l’equilibrio in passerella rischiando di atterrare sulle cariatidi della che conta, ora giungono notizie rassicuranti per la donna comune: Demi Moore ingrassa e si piace così e pare piaccia anche al suo baby marito, l’icona della sensualità made in Italy Monica Bellucci confessa di non essere mai entrata in una 40 (oserei dire anche una 42…), Valeria approda all’ mostrandosi com’è, una buona forchetta (con una pessima porchetta) e una bellissima donna. Che i manici di scopa siano ormai out? Ce lo auguriamo e intanto ci strafoghiamo…

Lysexl termogenico per dimagrire in fretta

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11
Set

Ricordando i primi amori.

Posted in Sesso e amore  by Pamela

Ricordare i primi amori non è una cosa impossibile: il primo che ti ha fatto battere il cuore, il primo che ti ha baciata, il primo che ti ha delusa, il Primo con la P maiuscola. A me capita spesso di fermarmi a ricordare, a riflettere. E gran parte delle mie esperienze passate è materia di quello che scrivo.

A volte, però,  sento che qualcosa si è perso per la strada. Cosa darei per rivivere quelle sensazioni, quelle emozioni esattamente come allora, senza il senno di poi. Read the rest of this entry »

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27
Giu

Confindustria:allarme calo consumi.

Posted in Incazzature  by Pamela

è arrivato l’arrotino!

Il dato è allarmante: crollano i consumi. E a farne le spese è lo . Fra mangiare e vestirsi e agghindarsi, gli italiani e le italiane scelgono di mangiare (ovviamente). Non di solo pane vive l’uomo ma senza pane non si sopravvive!

Il calo delle vendite è evidente:

Scarpe:- 6,4 (bando a Manolo Blahnick, Jimmy Choo e chiccheria varia e un bell’abbonamento dal ciabattino di fiducia)

: - 5  (preferiti gli outlet e i mercati)

Giocattoli: - 4,9 (si tornerà a giocare all’aria aperta….)

Casalinghi: - 4,2 (torneremo al caro e ormai passato di arrotino?)

Cartoleria e giornali: - 3,4 (soppiantati forse dal web e dall’editoria free press)

Gioielli: -2,8 (meno Swarosky e più bigiotteria???)

Cosmetici: - 2,7 (tornerà di la donna acqua e sapone?)

Insomma, ci si veste e ci si trucca di meno.  Domandare forse è inutile ma è lecito: ma il governo? dov’è? cosa fa? E il presidente? A parte partecipare a  convegni vari beccandosi fischi alternati ad applausi in performance degne di un giullare di corte…  La mia non è una presa di posizione politica considerati i casini creati dal precedente governo,  bensì una seria e fondata preoccupazione su ciò che ci aspetta, sul divario ormai abissale che esiste fra ricchi e poveri, sulla scomparsa annunciata e inevitabile della classe media, sulla follia collettiva che ha preso ormai piede ovunque. Lavoriamo 8 ore al giorno, ci svegliamo per andare in ufficio,  facciamo una spesa ridotta all’osso, torniamo a casa, rifiutiamo ai nostri figli la bambola dei sogni, rinunciamo al di marca e al lucida labbra che fa tanto , non rifaremo mai il guardaroba, porteremo le scarpe molo più spesso dal ciabattino e faremo riparare oggetti e utensili alla meno peggio….. Una prospettiva per niente rosea da far accapponare la pelle ma al momento l’unica immaginabile.

Idee regalo e oggettistica varia
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27
Giu

Consigli per una notte di fuoco.

Posted in Moda, Sesso e amore  by Pamela

abito convienesempre.comabito conviene sempre.com

Contro lo accumulato nel corso della settimana, non c’è di meglio che una in con le amiche o da sola perché no? Se siamo alla ricerca di un’avventura senza implicazioni (e complicazioni…) sentimentali, la è il nostro terreno di coltura. Nei club alla ma anche nei più modesti locali notturni, gli uomini brulicano e brucano come caprette impazzite! Si ha l’imbarazzo della scelta: il per le più ambiziose, il PR per le parsimoniose (e chi non ama risparmiare sul biglietto e sui drink?), il giovane neo-patentato ai piaceri della vita e del per le altruiste, l’attempato manager in fase di decompressione per le previdenti (trovare un buon partito in disco è un po’ come recuperare uno chanel al mercato delle pulci ma mai dire mai!) ecc. ecc.
La fase di preparazione per la nottata gioiosa (e possibilmente lussuriosa) in arrivo è di importanza basilare per la buona riuscita dell’operazione. Abito, trucco, scarpe, accessori vari, …. Apriamo l’armadio e ci troviamo spiazzate, ci sentiamo come se iniziassimo una vacanza con la valigia persa in chissà quale aeroporto? No problem… ! Quale antidoto migliore dello contro lo e le incazzature che la vita spietata ci riserva? Certo se consideriamo che il tempo è denaro e il nostro capo è un peggio di Kapò nazista, dove troviamo lo spazio che dovremmo dedicare alla ricerca di abiti sexy e chiccheria varia ? L’ideale sarebbe mettersi in malattia e fregarsene ma se siamo un po’ sfigatelle potremmo beccarci la moglie (o l’amante) del capo nella boutique o nel negozietto di turno. La modernità una volta tanto ci offre la soluzione su un piatto d’argento: on line!!! Al solo suono di queste parole la nostra carta di credito freme, il nostro direttore di banca inizia a tremare dalla paura ma in compenso un impulso inspiegabile inizia a prendere il sopravvento e clicca clicca clicca…. ci devastiamo il conto in banca in meno di una giornata. Il mio record è stato 20 minuti pericolosamente intensi, 20 minuti di ordinaria follia… Poi, stufa di essere convocata in banca ogni 15 del mese (almeno fosse stato figo il direttore!) e ormai in crisi da astinenza forzata da on-line… ho conosciuto: www.convienesempre.com !

Idee regalo e oggettistica varia
Idee regalo e oggettistica varia

E così finalmente posso fare il lunedì per il e per la mia one night in . Torniamo a noi… se il nostro armadio piange e il nostro portafogli idem, no problem, con pochi euro il successo è comunque assicurato!

Concentriamoci sull’abito. Se sappiamo osare, un mini abito sexy e che valorizzi le nostre forme è quello che fa al caso nostro. Il nero e il rosso sono in assoluto i colori più sensuali. Il mio consiglio è il sexy miniabito rosso metallizzato (messaggio: scopami!).

Vestiti sexy e non
Vestiti sexy e non

Lo si trova anche in nero e costa solo 22,49 € !

Con un vestito così non dobbiamo farci mancare un paio di intriganti calze a rete che possiamo portarci a casa con 5,99 €

Se invece siamo più per il jeans o la mini gonna attillata, consiglio il top a righE (molto Lolita) che con soli 5,99 € ci farà fare una porca figura. Da abbinare la sexy gonna così economica ( 14,99 €) da poter pensare di farsela strappare.

Così ben agghindate non è il caso di trascurare gli accessori, meglio se ben abbinati l’uno con l’altro. Consiglio il set collana/orecchini/bracciale a soli 19,49 € .

Il è altrettanto importante quanto un accessorio.

Profumi di marca a prezzi incredibili!
Profumi di marca originali a prezzi incredibili!

Il mio è Insolence di Guerlain, compagno di notti indimenticabili (54,99 €) che farebbe resuscitare un faraone imbalsamato

Per la , osiamo fanciulle, osiamo!!! Con meno di 20 € diventeremo delle tigri del ribaltabile.

Che dire… a voi l’ardua sentenza e il divertimento…!

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10
Giu

Cap. 8 - Una nuova coinquilina.

Posted in Racconti erotici  by Pamela

Devo smettere di girare con il bancomat, soprattutto se in botta…

-Quanto hai speso questo giro? – domanda Alberto a Veronica intuendo i suoi pensieri, gli stessi di ogni sabato di alla fiera di Senigallia.

-Ho comprato una decina di perizomi nuovi…

-Ho capito… al solito.. occhio alla prossima volta che prelevi.

-Albe, se me lo ciucciano un’altra volta e poi chiamano a casa dei miei è la fine… ma non potrebbero avvertire direttamente me? Hanno il mio cellulare….

-Fame? – cambia discorso Alberto per evitarle inutili paranoie.

-No, guarda dopo la serata di ieri e la giornata di oggi ho lo stomaco chiuso.

Veronica si siede sul divano allungando le gambe e distendendole comodamente sulle ginocchia di Albe, restando così per mezzora circa, senza parlare, godendo unicamente di quei preziosi attimi di silenzio, un silenzio non imbarazzante, ma al contrario rigenerante, il silenzio tra due persone che non hanno bisogno di parole per capirsi.

- Come ti è sembrata Laura?

- All’inizio ho pensato fosse pazza poi quando ho saputo del suo tipo…ma raccontami…

- C’è poco da dire. Laura è sempre stata così, esagerata in tutto, nelle droghe, nelle esperienze estreme… poi è arrivato Luca e con lui ha trovato un equilibrio…sai conta l’

L’, l’, sempre l’

-Sì, sì dai continua…

-Finché Luca è morto per un incidente e da lì lei ha avuto il crollo e la discesa. Penso che oramai non si riprenderà più dalla sua perdita. Lo amava davvero anche se non glielo dimostrava e forse adesso è anche per quello che sta così male…. Read the rest of this entry »

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16
Mag

Consigli di seduzione.

Posted in Moda, Salute e Benessere, Sesso e amore  by Pamela

Per il che sta per arrivare come potrei non dare a voi amiche in cerca di emozioni forti, intense e appaganti dei piccoli consigli di ?

Noi possiamo essere vestite di tutto punto con scarpe sexy e alla , curati, super accessoriate ma senza una spruzzatina di , proprio non siamo nessuno… Il ti dà un tocco d’eleganza in più…

Questo , care amiche io opterei per due perle: Hypnotic Poison di Dior e The One di D&G. A voi la scelta e il divertimento!

Hypnotic by Dior

Acquista ora The One by D&G

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16
Apr

Alla fermata - Cap. 7/8

Posted in Racconti erotici  by Pamela

7.

Pagai la corsa lasciando il resto al taxista. Chiusi sbattendo con forza la portiera e incurante delle legittime proteste del conducente, corsi ad Andrea che era lì ad aspettarmi. Lo strinsi forte. Il suo abbraccio mi placò. Non me ne sarei mai andata, almeno fino a che lui non mi avesse mandata via.
La casa era vuota. La osservai con particolare attenzione. Non vi trovai alcuna ostentazione di ricchezza ma solo semplicità. La scelta di uno stile minimalista avvolto in colori caldi ne faceva il rifugio ideale, il nido in cui sprofondare ogni negatività. Mi sentivo finalmente rilassata, completamente a mio agio.
Eravamo soli. Mi accompagnò sul terrazzo dove quello stesso giorno vidi per la prima volta la sua coinquilina. Fui colta da un’improvvisa , uno stupido senso di possesso. Stupido e ingiustificato. Chi ero io per lui? Come condannare una sua eventuale storia con Maria? Io ero appena arrivata e chissà lei da quanto…. Cercai di soffocare questi pensieri per non dare nell’occhio e non dover trovarmi costretta a rivelarli, ridicolizzandomi. Andrea, però, sembrò leggermi dentro e abbozzando un sorriso mi domandò: –Miss… Che c’è?
–Possiamo non iniziare il discorso… Ti prego. – risposi abbassando lo sguardo.
– D’accordo… – accettò senza insistere – Com’è andata la serata?
Morivo dalla voglia di raccontargli tutto: dell’umiliazione fatta subire a Ema e soprattutto del vecchio. Terminato il racconto, non vidi in lui il benché minimo turbamento, il che mi stupì. Mi chiesi come potesse non arrabbiarsi. Avevo avuto un rapporto sessuale con il mio fidanzato e una con il mio pseudo-suocero! Mi trovavo di fronte ad un insensibile perverso?
Il mio silenzio parlò per me. Andrea parlò per tutti e due: – Cancella le seghe mentali che ti stai facendo, miss, tu mi appartieni e io ti appartengo. Con gli altri è , con me no. Loro hanno il tuo , io ho la tua anima.
Gli afferrai la mano che mi stava accarezzando dolcemente i e la feci scendere lentamente chiudendola in mezzo alle cosce, serrandole con forza.
–Vuoi sapere cosa ho provato?
Annuì. Gli dissi di quanto mi facesse schifo la lingua bavosa del notaio ma anche di quanto mi sentissi potente con il sedere su quella lussuosa scrivania e con migliaia di euro di impianti immersi nel mio umore.
Le dita di Andrea si insinuarono sotto la gonna, nelle mie mutandine, per muoversi ritmicamente con i miei gemiti.
–Miss sei fantastica, avrei voluto esserci… Cosa mi sono perso…
–Scopami scopami! – lo implorai.
–Cosa faresti per me principessa? – mi chiese spingendo sempre più dentro al mio le sue dita.
Ero in estasi e davvero avrei fatto qualunque cosa in quel momento.
–Tutto, tutto…
–Urla miss urla..!
Eravamo in terrazzo. Mi avrebbero certamente sentita. Qualcuno sarebbe arrivato e avrebbe insistito perché lo facessi scopare. Solo Andrea, però, poteva farlo e all’altro non restava che guardare e masturbarsi. Lo resi partecipe della mia idea perversa.
–E se mi faccio scopare io da lui?
I nostri vestiti scivolarono a terra mentre la nostra fantasia galoppava all’unisono e non sapevo se ero pronta ad un’esperienza così forte, anche se solo sognata, immaginata, fantasticata.
–Miss hai detto che faresti tutto per me… – disse penetrandomi.
Risposi gemendo e dimenandomi sotto il suo peso: –Tutto!
–E allora apri la tua mente e con lei il tuo
Allentai le redini dei miei pensieri e sciogliendo la lingua, gli sussurrai all’orecchio: –Sì fatti scopare da lui.. sì dai…
Andrea era eccitatissimo. L’idea di due corpi maschili uno dentro l’altro mi faceva impazzire dal piacere. L’orgasmo che ne scaturì fu incredibilmente intenso. Con Andrea avevo imparato a liberare nella parola ogni pensiero nascosto. Mi sentivo finalmente libera e vera.
Restai stretta a lui godendo del del fra due persone che sono una cosa sola. “Una sorta di degli angeli…” – pensai. Risi di quell’assurda e stravagante idea.
–Perché ridi? – mi domandò Andrea.
Cambiai discorso: –Di te non mi hai mai detto niente…
– C’è poco da dire sai… Quello che vedi è quello che sono. A proposito, come mi vedi?
Sgranai gli occhi: –In che senso come ti vedo?
–Chi sono io? Che tipo sono?
I suoi occhi erano azzurri, bellissimi, dolcissimi ed erano lì a sorridermi fissi nei miei.
–Andrea. Sei come me.
–E come sei tu?
–Come te. Tu sei dolce, leale ma sai essere anche vendicativo e cattivo con chi ti fa del male.
–O chi ne fa a te, miss…
Scoppiai nuovamente a ridere. –Vuoi sapere perché rido?
Annuì.
–Perché non mi accontento, devi dirmi di più.
–Ai suoi ordini! Cosa vuole sapere?
–Qualcosa sulla tua famiglia per esempio.
Seguì un silenzio imbarazzante come mai ce n’erano stati fra di noi. Temetti di aver toccato un punto dolente, una ferita aperta.
Cercai di scusarmi: –Io, no… non volevo…scusa ma….
–Non ti preoccupare. Solo che ho poco da dire. Sono cresciuto in collegio dalle suore e nei con i miei nonni materni. Mia madre è morta quando avevo tre anni e mio padre… mio padre… boh… non so neanche chi sia… Nessuno me ne ha mai parlato. Non ho sue foto né alcun elemento che possa portarmi a lui, alla sua identità. Non che io me ne servirei, no, meglio evitare, meglio non sapere.
Aveva condensato in poche parole anni di sofferenze.
–Scusa non volevo essere indiscreta… solo che…
Non mi fece finire: –Miss io credo in te. Non scusarti per niente e chiedimi quello che vuoi. Per quanto doloroso, fastidioso, io ti risponderò e sempre in tutta sincerità.
Lo abbracciai. Con dolcezza mi appoggiò le labbra sul collo. La passione non tardò a travolgerci nuovamente. Restò dentro di me per quasi un’ora muovendosi lentamente, fermandosi per baciarmi in ogni parte del viso e parlarmi di qualsiasi cosa gli venisse in mente. Non ci importava di niente e di nessun altro. Eravamo solo noi. Noi ci sentivamo il mondo.
Eravamo ancora incastrati uno dentro l’altra, quando improvvisamente la luce si accese illuminando una figura femminile.
Andrea sbarrò gli occhi esclamando con sorpresa: –Maria!
–Maria! – ripetei io.
Maria aprì la porta finestra comunicante con il terrazzo.
–Scusate!
Senza alcun imbarazzo, si avvicinò e mi porse la mano.
–Pamela vero? Finalmente! Piacere Maria. Tolgo il disturbo cari. Ciao ciao!!
Rimasi a bocca aperta e senza parole. Andrea rideva tenendosi una mano sulla pancia.
–Andrea… ma… ma la t… tua coinquilina è un… un…– balbettai.
–Una transessuale.. sì!
Scoppiai a ridere.
–Ma… e io che ero gelosa di un travestito!
– È comunque una donna, non credi? Sei ciò che ti senti di essere…
Mi staccai da lui. Mi infilai gli slip e il reggiseno e mi misi prona seguendo con lo sguardo Maria muoversi da un angolo all’altro della casa rapidamente, aprendo e chiudendo i cassetti, all’apparente ricerca di qualcosa.
Un colpo di tosse mi distolse da quella pittoresca visione. Mi voltai. Andrea mi stava osservando, la testa appoggiata allo schienale della sedia a dondolo e un gran sorriso. Ma era nudo, nudo, completamente nudo! Mi chiesi come mai non si fosse ancora vestito. Che tipo di rapporto poteva esserci tra di loro se si permettevano certe confidenze?
–Miss, stai pensando cose brutte di me?
Buttai un’ennesima occhiata a Maria intenta ora a preparare il tavolo per qualcuno che probabilmente sarebbe arrivato di lì a poco. Stranamente mi ispirava fiducia. Alla fine come potevo dubitare di Andrea? E poi in fondo è vero: ognuno è ciò che si sente di essere. Appoggiai la testa sulle sue ginocchia, abbandonandomi in un totale relax, facendomi accarezzare dolcemente dalle sue grandi mani. Chiusi le palpebre per godere ancora di più di quel beneficio.
La voce di Maria, però, mi fece sobbalzare: –Romeo e Giulietta, mi lasciate casa libera entro mezzora o vi ricomponete e partecipate al party??
–Miss che vuoi fare? Se ti portassi fuori, al localino di un mio amico? Possiamo restare lì anche dopo la chiusura, se vuoi. È l’Atomic Bar, conosci?
–Di fama sì ma non ci sono mai stata. Che gente c’è?
–Libera…
Accettai la proposta.
Nel rivestirmi notai lo sguardo di Maria fisso su di me. Non capivo perché mi stesse guardando con così grande insistenza. Fu una volta abbandonato il terrazzo che capii, quando mi prese per la mano e facendomi ruotare su me stessa, quasi fossimo a un defilé di alta , esclamò: –Che bella, Pamela! Ora mi sono chiare molte cose…
Mi abbracciò e guardando Andrea finse lacrime di commozione.
–Benvenuta in casa nostra! Rimani quanto vuoi! Mi casa es tu casa! Non ricordo in quale film l’ho sentita… boh… Dio la vecchiaia!
Sgattaiolò via maledicendo i suoi neuroni in via di estinzione.
Mi ero sentita veramente a mio agio. Ed era vero: Maria con la sua dolcezza, la sua delicatezza, la sua sensualità, era donna, più donna di quanto lo fossero tante di mia conoscenza.
Aveva ragione Maria. Io ero bella. Io mi sentivo bella dentro, bella nell’anima, quell’anima che offrivo ad Andrea ogni volta che lui entrava dentro di me.

8.

Decidemmo di andare a fino al locale. Per tutto il tragitto non parlammo. Non fu un silenzio imbarazzante. Non servivano parole vuote, inutili e senza senso pronunciate tanto per parlare, per riempire un vuoto, per evitare il non dire. Erano le nostre anime a parlare per le nostre bocche. La mia urlava di felicità. La sua altrettanto, ne ero certa. I nostri occhi erano lo specchio di ciò che sentivamo l’uno per l’altra. Sorridevano i nostri occhi mentre le nostre mani si stringevano. Non c’era spazio. Non c’era tempo. Tutto era come in un sogno. Non saprei quantificare né i chilometri percorsi né i minuti impiegati per arrivare a destinazione.
– È chiuso… – constatai al nostro arrivo.
Dalla saracinesca abbassata traspariva una luce fioca. Un lieve mormorio e a basso volume provenivano dall’interno. Guardai perplessa Andrea prendere il telefono dalla tasca dei pantaloni, fare uno squillo e bussare. Qualcuno venne ad aprirci. Strinsi più forte la sua mano. Nonostante tutto ciò mi sembrasse losco, mi fidavo ciecamente di lui. Entrammo. Il locale era avvolto in una nuvola di fumo. Le luci calde e soffuse contribuivano a creare una atmosfera suggestiva resa ancora più marcata dalle immagini dipinte alle pareti, immagini forti: tacchi a spillo sorretti da caviglie affusolate immobilizzate da corde spesse. Erano immagini delicate, di estrema sensualità, per niente volgari. Tutto lì dentro aveva l’aria di essere un inno alla libertà.
Andrea mi presentò al proprietario, Tony, che seduto in fondo al locale, armeggiava con vecchi vinili dietro ad una consolle. Malgrado i lineamenti rozzi e il fisico corpulento, dai suoi movimenti scaturiva fascino. Se dovessi descriverlo in un aggettivo, la mia scelta cadrebbe su “magnetico”. Si alzò porgendomi con la mano che strinse con forza la mia: –Mettiti comoda cara. Siediti! Qualcosa da bere?
– Fai tu… – risposi timidamente.
–A tuo rischio e pericolo! Andrea posso far ubriacare la tua bella con le mie magiche pozioni?
Andrea allargò le braccia sorridendo.
–Miss ti va di unirti agli altri?
L’imbarazzo iniziale stava svanendo.
–Ok! – risposi senza esitazione.
Ci sedemmo con cinque o sei persone riunite attorno ad un tavolo rotondo. Uno ad uno si presentarono: Mirko, Paolo, Claudio, Davide e l’unica donna del gruppo, Giada. Li osservai con discrezione mentre sorseggiavo il mio drink. Mirko e Paolo si tenevano al margine dando l’aria di essere molto intimi. Il resto del gruppo parlava di tutto spaziando dalla letteratura, all’, alla politica.
Bevvi tutto il cocktail e ne accettai un secondo. Andrea mi stringeva di tanto in tanto la mano per assicurarsi che tutto andasse bene, che io mi sentissi a mio agio.
Giada si alzò dalla sedia mimando un sensuale passo di danza e venne ad accovacciarsi tra me e Andrea. Malgrado l’eccessiva magrezza accentuata dal colore dell’incarnato, talmente pallido da poter intravederne le vene, Giada era dotata di un’insolita sensuale . I suoi ricci di un rosso vivo così poco comune, disegnavano sulle esili spalle una linea irregolare che tanto ricordava le fatali di Klimt.
–Allora Andre? Tutto bene? Ti vedo bene… sì stai bene…
–Decisamente – rispose inclinando con un cenno di intesa il capo verso di me – e tu?
Giada fece spallucce.
– E come vuoi che vada? La solita merda, Andre, la solita grande merda…
Approfittai della sua presenza per chiedere a Tony dove fosse il bagno.
–Vi lascio un attimo… vado a fare pipì.
Una volta in , mi accorsi che l’alcol mi aveva stordita. Non avrei dovuto accettare il secondo cocktail.
Mi appoggiai alla spalla di Andrea ridendo.
–Ecco non mi ricordo già più da che parte devo andare…
Giada si offrì di accompagnarmi: – Vieni con me tanto anch’io devo fare pipì.
La seguii cercando di non sbandare. Non volevo che gli amici di Andrea notassero quanto poco reggessi l’alcol. Era come se non fossi completamente padrona del mio . Entrai da sola in bagno. Giada mi stava aspettando fuori dalla porta.
–Ne vuoi una? – mi chiese porgendomi una pastiglia di colore giallo.
– Cos’è? Ectasy?
–Mai provata?
– No.
Mi prese la mano. La sua era calda, sudata.
– Com’è? – chiesi incuriosita.
–La prima volta è bello… poi lo è ancora di più. È la mia linfa vitale. Mi fa sentire bella. Mi fa piacere il mondo e chi lo vive. Se ti sfioro la pelle mi sembra morbida, di seta… La …la senti questa ?
–Sì …
La mi sembrava lontana così come la sua voce. L’alcol stava prendendo piede e la testa iniziava a girarmi o forse erano le sue parole, i suoi movimenti a crearmi così tanto turbamento.
Giada proseguì il suo racconto: – Ho iniziato a farmi con il mio ex. Io e lui eravamo una cosa sola, ci amavamo, Dio se ci amavamo… ma riuscivamo a dircelo solo da fatti. Forse per timidezza, forse perché avevamo tanti problemi, troppi e solo in quei momenti riuscivamo a buttarci tutto alle spalle. Mi ha mollata per una brava ragazza, una che lo tiene lontano dalla merda e dai casini, una di quelle santarelline puritane di cui straborda questo schifo di città…. Quelle che se non hanno una Louis Vittuon non si sentono . Non sarai una di quelle vero? No… te lo leggo negli occhi… Tu sei diversa, tu non mi giudichi. Forse non approvi, non condividi, ma non scagli la pietra.
Le sorrisi teneramente. È vero, non approvavo ma mai avrei osato giudicare. Anzi, c’era in questo essere alterato un non so che di divino. Ero affascinata dalle sue parole scandite lentamente. Ero rapita dalle sue pupille grandi, ipnotiche. Sarei stata ancora a parlare con lei. Forse, se Andrea non fosse stato di là ad aspettarmi, avrei provato anch’io… Chissà quali pensieri, quali visioni…
Tornammo al tavolo. Appoggiai la testa alla spalla di Andrea. Ascoltavo i discorsi degli altri senza partecipare. Sentivo di avere poco da dire. Ema aveva minato la mia autostima. Tutto ciò che usciva dalla mia bocca veniva da lui contestato, criticato, ridicolizzato. E ciò accadeva soprattutto davanti ai suoi amici. Ero la bambolina da schernire, lo spasso della compagnia. Andrea, invece, mi spinse a parlare coinvolgendomi e così anche Mirko, Paolo, Claudio.
–Vi ripeto che i Dico anche se dovessero passare, non saranno mai come i Pacs francesi… qui c’è la e la è potente, più potente dello Stato, del popolo!
–Chi è quello che ha usato come giustificazione il fatto che Dante gli omosessuali li ha messi all’inferno?
–Andreotti? – risposi.
–Lui! Brava! – esclamò Mirko.
–Anche i golosi sono all’inferno ma nessuno pone limiti ai ristoranti! – proseguì sarcastico, Claudio.
–E ai matrimoni si mangia come dei maiali! – aggiunsi io.
Tutti risero.
Fu la mia prima vera conversazione come parte attiva. Mi sentivo lanciata e ormai sobria. L’effetto dell’alcol stava lentamente abbandonando i miei nervi, lasciando spazio ad un leggero mal di testa.
Quando decidemmo di andarcene era ormai mattina. Giada nel frattempo si era addormentata fra le braccia di Tony che l’aveva ascoltata tutta , tenendola fra le braccia. Salutammo tutti e uscendo dal retro passammo davanti ad una panetteria.
–Qui possiamo mangiarci qualcosa al volo, che ne dici miss?
–Ho freddo! – risposi battendo i denti.
–Esagerata! Miss sei ubriaca, ecco perché. Con una focaccia ti sistemi il pancino e asciughi.
– Che pivella! Chissà cos’hanno pensato i tuoi amici?
Mi strinse a sé spingendomi dentro la panetteria dove due ragazzi, probabilmente egiziani, stavano collocando rapidamente file di pane nei forni.
–I miei amici ti adorano… Focaccia? Pizza? Brioche?
– Mi adorano? Dici? Pizza… margherita anzi no con il formaggio, tanto..
–Sì… ma mai quanto ti adoro io… – disse schioccandomi un bacio sulla fronte.
Uno dei ragazzi iniziò ad intonare una canzone malinconica nella sua lingua. Chissà a cosa stava pensando? Al suo lontano? O alla compagna che avrebbe rivisto di lì a poche ore?
–E Giada? Come ti è sembrata? – mi chiese Andrea.
– Bella ma triste. Si da molto?
–No non credo. È una cara amica di Tony. Lui la vorrebbe tirare fuori ma non è facile: rischia di trascinare anche lui nella merda.
–Nella ?
–No, no, Tony no, non è il tipo. Ma se fai entrare nella tua vita un drogato devi sapere che non sarà sempre facile… Che fame… dai dai!
Andrea sembrava infastidito dalla piega che quella conversazione stava prendendo.
–Cambi discorso?
Mi indispettii fingendo io stessa di non essere più interessata all’argomento.
–Si ho fame anch’io ma almeno non ho più freddo.
–Dai miss… Bhé sai cosa ti dico… Non ho niente contro i drogati, i tossici. Trovo che vi sia poca differenza fra un drogato e uno spietato uomo d’affari. Entrambi cercano rivalsa cercando di combattere, con i mezzi a loro disposizione, le insicurezze che il passato trascina con sé marchiando a fuoco gli animi sensibili, i geni. L’uomo d’affari, lo squalo, con ingegno abbatte chiunque si metta fra lui e l’obiettivo da raggiungere. Il drogato abbatte sé stesso per raggiungere un unico obiettivo: annullarsi. Ho visto persone fare carriera a scapito di colleghi, amici, familiari, quasi mossi da una forza sovrannaturale, misteriosa e senza alcuna remora. Ho visto persone sniffare cocaina o farsi in vena ogni giorno, per alterarsi, per allontanarsi dalla monotonia quotidiana e da sé stessi. Se il drogato, si sa, viene isolato da tutti ed è destinato ad una vita miserabile, anche lo squalo si ritroverà prima o poi solo con i propri rimpianti e le insicurezze di un tempo. Forse lo squalo non morirà su una panchina o in un motel, quello no, ma è nella vera, quella interiore, che io vedo il doppio riflesso della stessa immagine. Se stai con un drogato o con uno squalo, comunque parteciperai al suo devasto e in qualche modo ne sarai coinvolto.
Lo ascoltai in silenzio. Avevo molto da imparare da lui. Mi resi conto di aver vissuto fino ad allora in un altro mondo, un mondo forse parallelo ma in ogni caso inferiore, vuoto di contenuti, anche se apparentemente così appagante. Ero ancora in tempo. Potevo ancora recuperare e riscattarmi.
Facemmo merenda in attesa del taxi che ci avrebbe portato a casa sua. Qui dormimmo nudi e abbracciati senza fare l’. Forse, però, l’ lo fecero le nostre anime.

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12
Apr

Ho la cellulite!

Posted in Salute e Benessere  by Pamela

“Ho la !”
Quante di voi, , hanno pronunciato con rammarico e rassegnazione, almeno una volta nella vita, questa frase? E quante volte voi uomini avete ascoltato pazientemente le vostre compagne, madri, amiche lamentarsi di quella fastidiosa, invadente “pelle a buccia d’arancia”?
Quale donna non è vittima? Forse le modelle che campeggiano trionfanti sui rotocalchi alla , invidiate, ambite, bramate… Ritoccate le fotografie o ritoccate le loro forme, poco importa… Cosce statuarie, fianchi perfetti, glutei sodi rappresentano un modello per tante , un modello da imitare ad ogni costo e il costo, si sa, può raggiungere cifre molto elevate tra creme, fanghi, massaggi e rimedi di ogni tipo.
La pubblicità la fa da padrona. La detta le regole, le si adeguano e i marchi di prodotti si arricchiscono sempre più e non solo alla vigilia della stagione estiva, momento della fatidica “”… La donna oggi vuole essere perfetta 365 giorni all’anno esibendo forme impeccabili non solo in spiaggia ma anche in palestra con le amiche, nei camerini dei negozi e persino nell’intimità della propria casa, sia essa oppure felicemente accompagnata.
Ma è sempre stato così? Da quando la è diventata un’ossessione?
Per secoli le “in carne”, per intenderci quelle con un po’ di ciccia sui fianchi, sulle cosce e sul sedere e anche un po’ “cellulitiche” sono state simbolo di buona salute, prosperità, fertilità ed estrema sensualità. Basti pensare alle celebri Tre Grazie (1638) di Pieter Paul Rubens o in epoca più recente, alle Bagnanti (1919) di Pierre Auguste Renoir, entrambi rappresentanti in pieno gli ideali estetici a loro contemporanei.
L’atteggiamento mentale nei confronti della “pelle a buccia d’arancia” cambia negli anni ’60 con la che vuole la donna magra, filiforme, androgina, molto simile all’uomo (che si sa di non ne ha…) sia nell’aspetto che nella vita. E’ in questi anni, infatti, che la donna inizia a essere non più solo madre e massaia ma soprattutto lavoratrice e donna in carriera.
Inizia l’epoca delle minigonne, dei miniabiti e così la diventa un fenomeno da combattere e più il mercato si impegna a sfornare prodotti ad hoc, più il fenomeno diventa evidente e comune alla maggioranza della popolazione femminile. La vita delle , infatti, diventa frenetica; destreggiarsi fra casa, lavoro, figli, marito, abiti eleganti e tacchi alti comporta un grosso carico di e lo (per non parlare dei tacchi alti!) aiuta l’insorgere della .
E’ un circolo vizioso dove il mercato, il business la fa da padrone.
C’è da domandarsi se in futuro torneranno in voga le prosperose di un tempo così rassicuranti nelle loro forme tanto più imperfette quanto reali. In cuor nostro, lo speriamo tutti…

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